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Mio articolo su Vita Trentina di questa settimana (21.03.2013) [link]

Anni or sono, quando si era in compagnia, capitava che un amico dicesse «mi ha detto mio cugino che…». Seguivano affermazioni non del tutto verosimili, ma neanche evidentemente fasulle, sulle quali rimaneva sempre un dubbio, ma non così forte da non permetterci di propagare a nostra volta la «notizia». Si creavano in questo modo le leggende metropolitane. La leggenda più famosa era senz’altro quella che descriveva il risveglio in un fosso senza un rene dopo una serata passata in discoteca; leggenda omaggiata anche da Elio e le storie tese in una celebre canzone. Oggi ci sono Internet e Photoshop, le notizie viaggiano e si propagano molto più velocemente, e riuscire a distinguere informazioni vere da quelle fasulle non è facile.

Ogni giorno via mail o sul nostro profilo Facebook veniamo invitati a sostenere questa o quella petizione, a far girare una richiesta di aiuto o semplicemente messi al corrente che – in realtà – l’uomo non ha mai messo piede sulla luna, che il numero di Satana, 666, è annidato nei codici a barre di tutto il mondo e che gli aerei rilasciano delle scie chimiche per controllare la natalità.E’ del tutto evidente che purtroppo in internet le personalità e le teorie borderline – un po’ per credulità ed ignoranza, un po’ in buona fede e un po’ per divertimento – trovano lo spazio per diffondersi. Il detto secondo il quale «una bugia ripetuta diventa verità» fa il resto e, incredibilmente, trasforma evidenti falsità in notizie vere.Recentemente su Facebook girava una fotografia di un presunto nudo integrale sulle spiagge spagnole del Presidente della Camera Boldrini: era un falso. Di qualche tempo fa la notizia, suffragata da un video, di alcuni vescovi che si rifiutano di stringere la mano al Papa emerito Benedetto XVI. Anche in questo caso un falso: il video era di qualche anno fa e completamente decontestualizzato, ma la notizia è girata.

Alcuni «influencer» (opinion leader) della rete hanno poi approfittato di queste particolari dinamiche costruendo ad arte informazioni e notizie utili a sostenere se stessi su internet. Quando poi un gruppo si chiude e diventa impermeabile alle critiche si può arrivare agli estremi di un settarismo acritico e pericoloso.

E‘ possibile difendersi? La risposta è sì. Lo si può fare fondamentalmente in due modi: tenendo sempre acceso il cervello e… utilizzando internet.

Come prima cosa è necessario osservare e leggere sempre con criticità ciò che si trova su internet. Una notizia NON è vera solo perché c’è su internet. Internet non ha un editore o una redazione che garantisce per i contenuti che si trovano. Internet, per la sua intrinseca assenza di gerarchia, è fondamentalmente uno strumento anarchico che deve essere utilizzato con sapienza e giudizio. In questo ci aiuta la “reputazione” di chi fornisce informazioni (il solo fatto di non metterci la faccia è un indizio di falsità) e la memoria storica di internet. Spesso è sufficiente copiare il testo di un appello ricevuto all’interno di Google per capire se si tratta di una iniziativa vera.

Infine va segnalato il prezioso servizio di Paolo Attivissimo (http://attivissimo.blogspot.it) che da anni documenta e denuncia le bufale che girano su internet.

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