Tag

,

Mio articolo su Vita Trentina di questa settimana (21.03.2013) [link]

E’ noto che i veri vincitori delle ultime elezioni politiche sono stati Beppe Grillo e il suo “MoVimento 5 stelle” (M5S) che hanno ottenuto un’affermazione davvero clamorosa anche attraverso una indovinata e sottile strategia mediatica che ha saputo sfruttare al meglio tutti i mezzi di comunicazione ed in particolare internet.

La seconda vita di Beppe Grillo inizia proprio su internet, come conseguenza del suo progressivo allontanamento dalla televisione. Nel 2005 apre il suo blog beppegrillo.it e contestualmente inizia la collaborazione con la Casaleggio Associati di Gianroberto Casaleggio, specializzata in strategie di internet marketing. Il blog ha immediatamente un grande successo perché riesce a dar voce alle opinioni e alle idee di cittadini che i partiti tradizionali e la società civile sembrano ignorare. In particolare ha successo fra i cosiddetti gruppi “Nimby” che si oppongono agli inceneritori, alla TAV, ai gassificatori. Nascono in molte città dei gruppi spontanei che – su proposta di Grillo – utilizzano un altro servizio internet, MeetUp.com – per organizzarsi. 

Casaleggio ha compreso bene la potenza di internet osservando la realtà statunitense ed in particolare le elezioni presidenziali del 2003. Ha una personale visione della rete come strumento di democrazia diretta capace di travolgere l’attuale assetto istituzionale come illustrato nel video pubblicato all’indirizzo http://goo.gl/ZoGBg. Casaleggio è anche conscio che nella rete si stanno affermando delle personalità che ‘fanno tendenza ed opinione’ e che sono in grado di orientare le masse degli internauti. Sono i cosiddetti “Influencer”. Beppe Grillo è stato costruito dalla Casaleggio e Associati per diventare un Influencer come in effetti è accaduto.

Nel 2007 Beppe Grillo cavalca il malcontento che inizia a diffondersi verso la classe politica anche a causa del Porcellum e del libro “La casta” organizzando il primo appuntamento fisico e non virtuale: il V-day. In questa occasione inizia ad adottare un linguaggio particolarmente anticonformista e violento.

Nel 2009, dopo un incontro di tutti i meetup a Firenze, viene esteso il programma del M5S e nascono le liste civiche che partecipano alle elezioni amministrative degli anni successivi fino al trionfo di Parma e della Regione Sicilia. Il punto di forza: il programma che ‘nasce dal basso’, attraverso il blog, la rete, i meetup ed il linguaggio del leader sempre più violento e maleducato.

Il movimento, però, si trasforma: Beppe Grillo (e Casaleggio) accrescono il loro ruolo di Influencer e orientano sempre più, attraverso una parvenza di democrazia diretta, le idee, gli elettori e gli eletti.

Grillo annuncia la partecipazione alle politiche con un messaggio su YouTube; i candidati vengono scelti via web, in linea con le teorie di Casaleggio. Grillo ha deciso le regole (quindi chi poteva partecipare e chi no), Casaleggio ha realizzato il software, tutti si sono adeguati. Nessun organismo di controllo.

La campagna elettorale del M5S ha cavalcato i temi vincenti del rinnovamento, dell’antipolitica e dell’ecologia/decrescita. Tuttavia, per un movimento che è nato e si è sviluppato nel virtuale, si è svolta inaspettatamente nel luogo italiano più fisico che ci sia: la piazza dove Grillo – a differenza degli altri leader – si fa vedere e si fa sentire alzando ancora di più l’asticella della violenza (verbale) e dell’intolleranza verso chi la pensa in modo diverso.
Elemento di novità è stata la paranoia in particolare verso le televisioni e i giornali italiani diventati dei nemici intenti a mistificare la realtà e da allontanare fisicamente.

Come la storia (in particolare del secolo scorso) insegna in un periodo di crisi additare un ‘nemico’ è la mossa giusta per vincere la guerra. In questo caso la trovata è stata ancora più indovinata perché il risultato è stato che televisioni e giornali hanno continuato a parlare di Grillo e del M5S senza che essi siano mai andati in qualche studio.

Annunci