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Dove andremo a finire?

Il nostro Presidente del Consiglio (sic!) Silvio Berlusconi si permette di sbeffeggiare per l’ennesima volta Rosy Bindi (siamo ai limiti dello stalking) e nella barzelletta che racconta ci mette pure una bestemmia. Poi, per non farsi mancare nulla, ci dà dentro anche con gli ebrei.

Sgradevole e cafone.

La prima verso una donna che si permette di giudicare per l’aspetto insultandone l’intelligenza (Mediaset, a partire da “Drive In” per arrivare a “La pupa e il secchione” è proprio fatta a immagine e somiglianza di Silvio). Evidentemente argomenti meno superficiali e grossolani mancano al nostro Pifferaio Magico.

La seconda  pronunciando una bestemmia verso il Dio che molti italiani rispettano e amano e che lui stesso dice di onorare (a proposito, ma non era il suo partito a difendere i valori cattolici in Italia?).

Dopo due cadute del genere ci si aspetterebbe una gagliarda reazione  da parte delle donne e da parte della Chiesa Cattolica e dei suoi fedeli. E invece?

La verità è che molte persone un mezzo sorrisetto lo hanno fatto nell’ascolatre la barzelletta, e questo è davvero preoccupante. Perfino i quotidiani (on-line), ad esclusione de la Repubblica e Avvenire, hanno pubblicato la notizia in modo defilato, quasi che ciò che il capo del Governo Italiano ha detto fosse qualcosa di poco più che normale.

E così le donne nel PDL si producono in una difesa del Capo che ricorda il rapporto fra le cheerleader e il quaterback della squadra scolastica nei B-movie statunitensi. Ne ha fatti di passi indietro la donna se è ancora affascinata dal bulletto della scuola. Sul genere maschile, invece, non mi pronuncio perché  di passi avanti non ne ha mai fatti e forse così si può spiegare l’enorme serbatoio di voti cui il Pifferaio continua ad attingere.

E la Chiesa Cattolica? Avvenire e Osservatore Romano non l’hanno presa bene e l’hanno scritto chiaramente. Ma altri esponenti (di peso) della Chiesa sono di altro avviso. Cito fra tutti Monsignor Fisichella neo presidente del Pontificio consiglio per la rievangelizzazione dell’Occidente che esorta alla cautela con una frase infelicissima «Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose».

Penso che si possa affermare, senza ombra di dubbio, che ci si trova davanti al primo caso conclamato di relativismo cattolico cui Rosy Bindi risponde nell’unico modo possibile, un modo che dimostra ancora una volta la sua intelligenza, la sua classe e la sua fede genuina:  «Fin da piccola mi hanno insegnato a non pronunciare il nome del Signore invano. È una profonda, intima convinzione della mia fede, un segno di rispetto verso me stessa e gli altri e una regola di buona educazione». Un’altra pasta rispetto al nostro Pifferaio.

Concludo con una meritata citazione del mio amico Giacomo che commenta così un mio post su Facebook:

N. Berlusconi bestemmia e MONSIGNOR Fisichella dice che “bisogna contestualizzare”. Non c’è più religione..

Giacomo il valore delle bestemmie diminuisce con la distanza da un luogo consacrato; se il campo da calcio dista 1 km dalla prima chiesa disponibile allora le bestemmie vengono commutate allo stesso rango di una imprecazione comune; sotto il km son cazzi, sopra possono sostituire l’intercalare.

Adeguiamoci, anche la Chiesa Cattolica – ormai – non è più fondata sulla roccia.

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