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La candidatura di Massimo D’Alema a “Mr. PESC” (acronimo per “Politica estera e di sicurezza comune”), cioè a  ministro degli esteri dell’Unione Europea mi lascia molto perplesso.

La figura di Mr. PESC è stata introdotta nel 1999 ed affidata da subito a Javier Solana, fino ad allora Segretario generale della NATO, con l’ambizione di far parlare l’Europa con una sola voce. Ovviamente gli Stati-nazione non lo hanno permesso. Si sa che un ruolo di per se non significa nulla: è la persona che lo riveste ad interpretarlo e a dargli o imporre sostanza. Solana ha interpretato il ruolo in modo apparentemente molto scialbo.

Come potrebbe Massimo D’Alema restituire vigore ad una carica così sgonfia, riportandola all’idea originale? Quali meriti e prestigio internazionale ha accumulato negli anni della sua carriera politica? Forse il breve periodo da Ministro degli affari esteri del II governo Prodi? Oppure la militanza nell’Internazionale Socialista?

Personalmente ricordo lo scaltro (in senso politicamente positivo) D’Alema concentrato sugli affari di casa, più che sugli affari esteri.

L’idea che mi sono fatto, quindi, è molto semplice: prestigio ed esperienza contano poco;  se D’Alema ottenesse l’incarico di Mr. PESC tutti – in Italia – ne trarrebbero un qualche vantaggio, per questo c’è una così potente convergenza sul suo nome. Infatti:

  1. Silvio Berlusconi si toglierebbe di torno l’astuto (in senso politicamente positivo) D’Alema per qualche anno, come aveva fatto a suo tempo con Prodi candidandolo alla guida della Commissione Europea;
  2. Massimo D’Alema otterrebbe un ruolo ed il prestigio internazionale in grado di saziare il suo ego;
  3. Giulio Tremonti impedirebbe a Mario Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia, di diventare il prossimo governatore della banca europea (ruolo per il quale era in pole-position considerata la competenza internazionalmente riconosciuta): è consuetudine infatti che ad un Paese non possa essere assegnata più di una carica di peso alla volta;
  4. Il PD si toglierebbe di torno il machiavellico (in senso politicamente positivo) D’Alema per qualche anno, come aveva fatto a suo tempo con Prodi appoggiando la sua candidatura alla guida della Commissione Europea; in questo modo potrebbe tentare di uscire dal tormento continuo e sperare di vivere una vita normale.

Come si evince la mossa è astuta, purtroppo però, ancora una volta, arrecherà nocumento all’Europa, impedendole di avere quel ruolo internazionale che merita e che Mr. PESC dovrebbe costruire imponendosi sia con le grandi potenze estere che con gli Stati-Nazione europei.

PS: mi aspettavo di trovare l’ipotesi che ho testé esposto su qualche quotidiano nazionale, ma ho non ne ho trovato traccia…

PS2: curiosa l’identità e la sintonia fra i punti 1 e 4 elencati poc’anzi.

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