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Da qualche settimana sto guardando con mia figlia i DVD dei Barbapapà.

Non mi era più capitato di guardare le avventure della famiglia Barbapapà da quando ero scolaretto, ma li avevo sempre portati nel mio cuore – non so perché – come esempio di buona televisione.

Ora, rivedendoli, mi sono accorto che anche nel 1974 i disegni animati erano strutturati su doppi binari di lettura: il primo, più immediato, a tema avventuroso o giocoso; il secondo, meno immediato (i bimbi hanno bisogno dell’aiuto dei genitori per comprenderlo), di contenuto o meglio – nel caso dei Barbapapà – di impostazione.

E l’impostazione che ho trovato è decisamente beat ma anche sorprendentemente moderna. La mia sensazione iniziale (buona televisione) ha trovato così un riscontro ed oggi posso dire che era corretta: con molto garbo, senza esagerare, gli episodi contengono molte e molte lezioni di vita.

La prima fra tutte: Barabapapà è rosa e Barbamamma è nera. Si tratta di un matrimonio interrazziale! E naturalmente anche i barbabebè sono tutti di colore diverso. Barbapapà poi è costretto a fare i conti con il suo essere diverso dagli uomini e con il pregiudizio di questi ultimi: molti ne sono spaventati e, per un po’, finisce anche allo zoo.

QuandoBarbapapà ed i suoi amici vanno in spiaggia [link] è evidente come quest’ultima sia divisa fra una zona libera, molto affollata, e più zone a pagamento dalle quali entrano e escono solo ricche persone evidentemente snob. Nella stessa puntata, poi, emerge il tema ecologista (uno dei più presenti) e il nostro si trova suo malgrado ad affrontare l’equipaggio di una petroliera che volontariamente inquina il mare.

Più avanti la speculazione edilizia [link] costringe la famigliaBarbapapà ad abbandonare la loro casetta al posto della quale viene assegnato loro un mini appartamento in un condominio-formicaio.

Nel loro viaggio Barbapapà, Francesco e Carlotta (i suoi amici) incontrano più di una volta dei figli dei fiori che indirizzano il loro percorso: d’obbligo una tappa nella spirituale e diversa India, ma anche uno nella capitalistica America dove un “manager” banchiere sogna invece di vivere in campagna.

Potrei continuare con molti altri esempi, ma mi fermo e spero di aver solleticato la vostra curiosità: qualche episodio lo potete trovare anche su YouTube.


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