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Un anno or sono, soprattutto negli Stati Uniti si dibatteva sull’opportunità o meno di salvare le grandi banche ed aziende nazionali attraverso un forte intervento pubblico.

Alla fine ha vinto il senatore Obama e lo stato federale è diventato proprietario di un numero considerevole di aziende private.

Nell’anno in corso i conservatori statunitensi si sono ribellati e, complice anche la proposta di introdurre un servizio sanitario sul modello europeo, hanno vigorosamente protestato contro il “socialista” Obama.

E’ di oggi la notizia che il governo federale statunitense intende vendere la quota di controllo in suo possesso di Citigroup e si scopre che gli Stati che sono intervenuti sui mercati acquistando le azioni quando erano carta straccia stanno guadagnando grazie alla risalita dei listini (vedi articolo) .

Altro che socialismo! Gli stati hanno si sono comportati da investitori accorti ed hanno fatto quello che tutti gli analisti ci dicevano di fare all’inizio di quest’anno: comperare, comperare, comperare.

In più, da veri liberali, ora che il pericolo (sembra) passato, intendono uscire il prima possibile dalla proprietà e dalla gestione perché sanno che quello non è il loro ruolo e che la loro presenza potrebbe risultare tossica. E lo fanno nonostante il presidente Obama abbia ammonito le banche (vedi articolo) rimproverandole di non aver capito la lezione e quindi con il rischio concreto che ci possa essere una reiterazione del reato.

Pare proprio che Keynes abbia vinto.

PS: Chissà come si sarebbe comportata l’Italia se si fosse trovata nelle medesime condizioni.

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