Qualche anno fa sono andato a sciare sul Monte Cervino e, come spesso accade a chi passa qualche giorno su quelle splendide piste, ho attraversato con gli sci ai piedi il confine passando la serata e la notte successiva nella cittadina di Zermatt, sul versante svizzero/tedesco.

Zermatt è decisamente più bella,  affascinante e genuina dell’omologa italiana Cervinia, così fastidiosamente artificiale.

Ma Zermatt ha una caratteristica  singolare, ancora più interessante: è una zona senza mezzi a motore a scoppio. Ogni automobile, motocicletta, furgone è bandito dalla cittadina; tutti – senza alcuna deroga – o raggiungono la cittadina con gli sci oppure lasciano le automobili a Täsch (6 km prima di Zermatt) e da qui prendono un treno che porta a Zermatt con una frequenza di 20 minuti.

Nonostante questo, Zermatt è una cittadina vivace, piena di alberghi e negozi (approvvigionati ogni mattino da una flotta di mini-caddy  elettrici) e piena di un silenzio difficile da gustare in altri centri abitati. Insomma, un luogo da ricordare e nel quale è piacevole pensare di tornare.

Ho pensato immediatamente che Zermatt ha adottato un modello vincente offrendo al turista una singolarità preziosa ed insieme curiosa ed una risorsa rara ed agognata (la vera tranquillità ed una qualità di vita impareggiabile). L’innesco virale del passa-parola è assicurato. La crescita – sostenibile – del turismo, anche.

Immediatamente dopo ho cercato di capire perché un modello simile non sia mai stato applicato anche nel mio Trentino e – molto naturalmente – mi è venuto da pensare che la candidata ideale potrebbe essere Madonna di Campiglio.

Pensateci: Madonna di Campiglio nel corso degli ultimi lustri ha perso gran parte del suo prestigio; le ultime opere viarie (circonvallazione in galleria) sono brutte e l’hanno alla fine squalificata; ha sempre problemi di parcheggio e traffico. Ma ha la fortuna di essere posizionata fra il Brenta e l’Adamello/Presanella e di avere le piste a portata di sci.

Sono sicuro che Madonna di Campiglio trarrebbe solo vantaggi dall’adozione del modello Zermatt. Ma sono altrettanto sicuro che i nostri rappresentanti politici non abbiano la forza di proporre e creare consenso attorno ad un’idea così dirompente e che va nella direzione opposta rispetto a quanto fino ad ora è stato fatto: costruire strade e cementificare come risposta ai problemi di traffico e parcheggio. Ma questo è un altro argomento che cercherò di affrontare in un altro post.

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