“Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37)

Mi infurio ogni qualvolta – ad un referendum – una parte politica invita “a non andare a votare” con la finalità dichiarata di far fallire la consultazione.

Mi sono sempre infuriato, anche quando non ero per nulla d’accordo con i quesiti proposti.

Ogni volta mi domando come abbiamo potuto eleggere una classe politica così evidentemente priva di senso, sensibilità e principio democratico. Una classe politica così ipocrita che sinistra, centro e destra (e, ahimè, anche la Chiesa) si alternano scaltramente e scandalosamente in questo giochino.

Ma sanno lor signori che ogni volta che invitano “a non andare a votare” non fanno altro che incrementare la disaffezione delle persone nei confronti della Democrazia? Sanno che in questo modo inducono a le persone a pensare che votare non serve e che l’esercizio della Democrazia attraverso il voto sia inutile? Sanno che in questo modo narcotizzano l’Assemblea Elettiva e cancellano il senso Democratico?

Sanno lor signori che in questo modo dimostrano di essere dei codardi perché si rifiutano di fare quello che un politico di classe vuole fare: affrontare l’agone dello scontro intellettuale e vincere la sfida? (Per favore evitate di dire che “l’astensione è prevista dalla legge”: una tecnicità ancora più disonorevole).

Sanno lor signori che così facendo si fanno beffe di coloro che hanno combattuto, sofferto e magari perso la vita per permetterci di esprimerci democraticamente? Irridono e ridicolizzano le centinaia di migliaia di persone che hanno sostenuto e proposto il quesito referendario e che – in questo modo – fanno politica attiva?

Sanno lor signori che questo comportamento evidenzia la loro insicurezza, la loro inettitudine nel fare sintesi di qualsivoglia argomento, la loro incapacità di progettare per il bene comune futuro superando una miope visione elettorale che arriva al massimo a dopo-domani?

E’ assolutamente necessario dare una sveglia a questi nostri Rappresentanti  ed obbligarli a fare il loro lavoro. Una strada potrebbe essere eliminare il quorum previsto per la validità della consultazione referendaria: se non c’è il quorum le forze politiche sono obbligate a spendersi e dichiararsi nella competizione, i cittadini sono obbligati a pensare al quesito e chi non vota esprimerebbe il concetto più logico per un astenuto: “non ho una particolare idea e mi va bene qualsiasi decisione venga presa”.

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