Dal mese prossimo nella mia città si adotterà il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta”. Spariranno tutte le campane di raccolta differenziata e a ciascun gruppo famigliare verranno distribuiti diversi contenitori – dotati di tag RFID – ciascuno dedicato per un tipo di materiale (carta, umido, vetro, imballi leggeri-plastica, residuo). Secondo un calendario programmato gli operatori della società di nettezza urbana passeranno a ritirare i contenitori che le famiglie dovranno lasciare fuori dalla porta. Sono poi stati approntati una serie di Centri di Raccolta Materiale (CRM) dove confluire tutti i rifiuti speciali o ingombranti.
L’obiettivo della Pubblica Amministrazione è quello di raggiungere e superare il 70% di raccolta differenziata. La scelta del “porta a porta” servirà a sfondare la percentuale inferiore al 60% ormai stabilizzata dopo anni di raccolta differenziata tradizionale.
Questa sera ho assistito all’incontro promosso dal Comune per spiegare il perché (poco) ed il funzionamento (molto) del meccanismo del “porta a porta”. Con l’occasione ci è stato ricordato come suddividere i rifiuti ed è emerso un aspetto che ha sconcertato molti: i bicchieri, i piatti, e le stoviglie in plastica NON possono essere messi nel contenitore della plastica.
E perché? La spiegazione è bizantina e per nulla ragionevole, ma cercherò comunque di illustrarla. (continua…)
