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	<description>Inutile tentativo di riordinare i pensieri, seduto sulle spalle dei giganti</description>
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		<title>Nobel, intercultural management e Prima Direttiva</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 19:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Nobel per la pace è stato assegnato l&#8217;anno scorso a Liu Xiabao scatenando la reazione della Cina che ha definito il premio &#8220;osceno&#8221;. A parte la curiosità per la scelta di un aggettivo davvero insolito ma tutto sommato significativo, il mio pensiero &#8211; come credo quello della maggior parte delle persone &#8211; è andato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=529&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nobel per la pace è stato assegnato l&#8217;anno scorso a <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Liu_Xiabao" target="_blank">Liu Xiabao</a> scatenando la reazione della Cina che ha definito il premio &#8220;osceno&#8221;. A parte la curiosità per la scelta di un aggettivo davvero insolito ma tutto sommato significativo, il mio pensiero &#8211; come credo quello della maggior parte delle persone &#8211; è andato subito alla questione del rispetto dei diritti umani e a <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protesta_di_piazza_Tienanmen" target="_blank">quanto era accaduto in Piazza Tienammen nel 1989</a>.</p>
<p>Avevo seguito in diretta davanti alla televisione, con sofferenza e partecipazione, la speranza nata da quella protesta pacifica soffocata poi nel sangue dal regime comunista. A quel tempo avevo 18 anni ed ero iscritto ad <a title="amensty" href="http://www.amnesty.it" target="_blank">Amensty International</a>: scrivevo 3 lettere al mese per chiedere la liberazione dei prigionieri di opinione ed ero molto sensibile a tutto ciò che riguardava la <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani" target="_blank">Dichiarazione universale dei diritti umani</a>.</p>
<p>Una riflessione più distaccata, alcune esperienze pregresse con culture diverse, e la lettura di un <a title="wired" href="http://daily.wired.it/news/politica/chi-e-liu-xiabao-nobel-per-la-pace-2010.html" target="_blank">articolo di Wired</a> hanno però suscitato in me alcune domande e alcuni dubbi che vorrei &#8211; non senza qualche esitazione per paura di essere frainteso &#8211; condividere con voi.<br />
<span id="more-529"></span></p>
<p>Chiarisco subito che i Diritti Umani non vanno messi in discussione.</p>
<p>Tuttavia penso sia lecito chiedersi se la strada intrapresa dal Comitato del Premio Nobel sia la più <strong>efficace</strong> nell&#8217;accompagnare la Cina verso il traguardo delle libertà civili.</p>
<p>La Cina, così come il mondo arabo, ha una mentalità, un modo di ragionare diverso dal nostro. Mentre noi continuiamo a rapportarci con il resto del mondo come fossimo depositari di un sapere superiore ed evoluto, non capiamo che <strong>il resto del mondo parla un&#8217;altra lingua e non ci comprende</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Se l&#8217;Occidente insisterà a giudicare la Cina attraverso gli standard occidentali, se si aspetta che la Cina diventerà uno stato occidentalizzato, l&#8217;Occidente è sulla cattiva strada</em>&#8220;, ha dichiarato nei mesi scorsi il vice ministro degli esteri cinese Fu Ying, interpretando un <strong>sentimento condiviso dal popolo cinese</strong>. Può essere ignorato il sentimento di un intero popolo?</p>
<p>Nel mondo degli affari si parla da qualche tempo di <em>managing across culture</em> e di i<em>ntercultural management</em>, cioè della capacità di comprendere e rapportarsi correttamente con le culture differenti dalla nostra. L&#8217;obiettivo è chiaramente quello di &#8220;fare affari&#8221; (e quindi soldi) evitando involontarie incomprensioni e rapportandosi in modo <strong>efficace</strong> con la controparte perché se ne comprendono principi e meccanismi. I tre comandamenti del <em>managing across culture </em>sono:</p>
<p style="padding-left:30px;">1. awarness you culture (<strong>consapevolezza della propria cultura</strong>, cioè conosci te stesso)<br />
2. respect culture differences (<strong>rispetto delle differenze</strong> fra le varie culture)<br />
3. reconcilie &#8220;solve&#8221; differencies (<strong>capacità di riconciliare e trovare un punto di incontro</strong> fra le differenze)</p>
<p>Mi domando se lo stesso approccio non lo si possa adottare anche per <strong>finalità di condivisione e convergenza di principi e valori</strong>. Probabilmente sì, però in questo caso ci si dovrebbe domandare se un rapporto <span style="text-decoration:underline;">scientificamente</span> costruito sulla riconciliazione delle differenze, sia anche  genuino ed onesto o  solo interessato ed opportunistico. Ed ancora, <span style="text-decoration:underline;">si tratta forse di una subdola forma di relativismo</span>?</p>
<p>Francamente risposte non ne ho. Tendenzialmente sono portato a pensare che l&#8217;epoca dei Lumi, fondante la nostra civiltà occidentale, ci porta naturalmente alla comprensione dell&#8217;altro. Bisogna semmai <strong>domandarsi se il resto del mondo è disponibile a fare altrettanto</strong> e &#8211; purtroppo &#8211; ho l&#8217;impressione che in questo momento non lo sia.</p>
<p>In quella fantastica <span style="text-decoration:underline;">metafora</span> del mondo moderno che è Star Trek esiste una fondamentale norma chiamata <strong><a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_direttiva" target="_blank">Prima Direttiva</a></strong>, ispirata dal paragrafo 7 dell&#8217;articolo 2 della <a title="Carta delle Nazioni Unite" href="http://it.wikisource.org/wiki/Statuto_delle_Nazioni_Unite" target="_blank">Carta delle Nazioni Unite</a>. Essa vieta fermamente di interferire nello sviluppo naturale di una civiltà o negli affari interni di un governo di un altro pianeta finché essa non avrà raggiunto un livello di maturità tale da essere in grado di rapportarsi con mondi più avanzati. La Prima Direttiva implica anche il divieto di intromettersi in questi mondi qualunque cosa accada: ogni intervento viene considerato controproducente perché si ritiene che una civiltà debba crescere un poco alla volta, come un organismo, anche al costo di dolorose malattie (guerre, eccidi, epidemie, &#8230;) per poter raggiungere una maturità stabile. Insomma, per capire e crescere è necessario sbagliare e anche &#8211; ahimè &#8211; farsi male, proprio come nella crescita personale.</p>
<p>E se per la Cina, e tutti gli altri Paesi che ci ostiniamo a in-culturare, valesse lo stesso ragionamento?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/529/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/529/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=529&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Se non ora, quando?</title>
		<link>http://nzanella.wordpress.com/2011/02/12/se-non-ora-quando/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Se non ora quando]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlsuconi]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le manifestazioni di dissenso contro lo stile di vita ostentato dal Presidente del Consiglio ed imposto, attraverso la sua guerra culturale, a tutti gli italiani. Domenica 13 febbraio 2011, in molte città d&#8217;Italia si svolgerà la mobilitazione flash-mob &#8220;Se non ora quando?&#8221; [link] in difesa della dignità della donna messa a così dura prova [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=587&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Si comincia…" href="http://nzanella.wordpress.com/2011/01/27/si-comincia/" target="_blank">Continuano</a> le manifestazioni di dissenso contro lo stile di vita ostentato dal Presidente del Consiglio ed imposto, attraverso la sua <a title="C’è una guerra culturale in corso" href="http://nzanella.wordpress.com/2009/09/16/ce-una-guerra-culturale-in-corso/" target="_blank">guerra culturale</a>, a tutti gli italiani.</p>
<p>Domenica 13 febbraio 2011, in molte città d&#8217;Italia si svolgerà la mobilitazione flash-mob &#8220;<a title="SeNonOraQuando" href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/" target="_blank">Se non ora quando?</a>&#8221; [<a title="SeNonOraQuando" href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/" target="_blank">link</a>] in difesa della dignità della donna messa a così dura prova dagli ultimi accadimenti.</p>
<p>A <strong>Trento</strong> il ritrovo è per le ore 17.00 in Piazza Cesare Battisti.</p>
<p>A <strong>Rovereto</strong> il ritrovo è per le ore 17.00 in Piazza della Posta.</p>
<p>Come per la manifestazione precedente invito tutti a partecipare e a far partecipare.</p>
<p>Non è una manifestazione di partito, per questo rinnovo la proposta di portare ciascuno una <strong><span style="text-decoration:underline;">bandiera italiana</span></strong> o di colorare con il tricolore le guance in segno di impegno e di difesa della nostra Patria violata da 16 lunghi anni di regno dell&#8217;anziano Satrapo.</p>
<p>Mi auguro che l’iniziativa non venga monopolizzata dai professionisti della protesta ma che anzi molte persone comuni, offese dal disonore al quale ogni giorno assistiamo, decidano di partecipare.</p>
<p>Per questo avrei anche un motto: “<strong>RIPRENDIAMOCI L&#8217;ITALIA!</strong>“<BR> [<a title="PDF" href="https://files.me.com/nicola.zanella/uo4hev">link con il PDF del manifesto da appendere al collo</a>]</p>
<p style="text-align:center;"><a href="https://files.me.com/nicola.zanella/uo4hev"><img class="size-medium wp-image-602 aligncenter" style="border:1px solid black;" title="Riprendiamoci_l_Italia-1" src="http://nzanella.files.wordpress.com/2011/02/riprendiamoci_l_italia-1.png?w=300&#038;h=212" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="padding-left:30px;"><em><strong>Se non ora, quando? [<a title="SeNonOraQuando" href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/" target="_blank">link</a>]</strong></em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em><span id="more-587"></span></em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em><strong>L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA</strong></em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:center;"><em><strong><img class="aligncenter" title="senonoraquando" src="http://senonoraquando13febbraio2011.files.wordpress.com/2011/01/senonora-disegnomini.jpg?w=231&#038;h=300&#038;h=231" alt="se non ora quando" width="231" height="231" /><br />
</strong></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/587/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=587&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Si comincia&#8230;</title>
		<link>http://nzanella.wordpress.com/2011/01/27/si-comincia/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 22:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avevo finito di pubblicare il mio post precedente [link] che qualcun altro &#8211; per fortuna &#8211; ha avuto la mia stessa idea ed ha organizzato per sabato 29, nel pomeriggio, davanti al Commissariato del Governo, un sit-in silenzioso di protesta. Curiose alle volte le coincidenze: avevo iniziato a pensare come organizzare  dei flash mob [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=577&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo finito di pubblicare il mio <a title="Democrazia" href="http://nzanella.wordpress.com/2011/01/26/democrazia/" target="_blank">post precedente [link]</a> che qualcun altro &#8211; per fortuna &#8211; ha avuto la mia stessa idea ed ha organizzato per <strong>sabato 29, nel pomeriggio,</strong> davanti al Commissariato del Governo, un sit-in silenzioso di protesta.</p>
<p>Curiose alle volte le coincidenze: avevo iniziato a pensare come organizzare  dei <em><a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob" target="_blank">flash mob</a></em> davanti ai Palazzi del Governo di quante più città possibili. Immaginavo questi raduni <span style="text-decoration:underline;">silenziosi</span> (ispirati alla sfilata del terzo stato a Parigi prima della Rivoluzione Francese: così come allora c&#8217;è un lutto e il silenzio è d&#8217;obbligo), con un unico simbolo presente: la <span style="text-decoration:underline;">bandiera italiana</span> (segno di impegno e di difesa della nostra Patria così ferita da 16 anni di regno del Satrapo) ed un unico motto: &#8220;<span style="text-decoration:underline;">Questa è un&#8217;Italia diversa</span>&#8220;.</p>
<p>La proposta nata a Trento prevede solo il silenzio, ma chiedendo ad ognuno di partecipare e di passare parola (e se non siete di Trento, passate parola per la vostra città), vi invito anche a portare con voi una bandiera italiana &#8211; o a colorare con il tricolore le vostre guance &#8211; insieme ad un foglio con scritto &#8220;Questa è un&#8217;Italia diversa&#8221;.</p>
<p>Si comincia&#8230;</p>
<p style="padding-left:30px;"><em><strong>Il documento dell’iniziativa:</strong></em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” (art.54 Costituzione).</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Sentiamo la necessità di testimoniare la nostra distanza, da chi calpesta sistematicamente la dignità delle donne e disonora le istituzioni. La rappresentazione attuale della nostra società, ridotta alla stregua di un mercato in cui si scambiano diritti con denaro, sesso con potere, società che ha perso il suo centro di gravità, vittima di un’erosione dei diritti e della dignità umana, malata di apatia e indifferenza, deve finire.<span id="more-577"></span></em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Noi non ci riconosciamo in questa rappresentazione e vogliamo sottolineare che esiste ben altro e che questo “altro” è fatto da milioni di donne e uomini che lavorano e che valgono per il loro impegno quotidiano, per la loro serietà e la loro competenza, messa a disposizione giorno dopo giorno per far crescere questo Paese. Quello che manca è la loro valorizzazione.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Per affermare il primato della legalità nel pieno rispetto dell’ordinamento democratico e per esprimere il nostro disagio di fronte ai gravi fatti di questi giorni che hanno investito una delle più alte cariche dello Stato,</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Tutti i cittadini sono invitati ad un</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Sit-In silenzioso che si terrà SABATO 29 GENNAIO alle ore 16</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>davanti al Palazzo del Commissariato del Governo in via 3 novembre – Trento.</em></p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Si tratta di una iniziativa nata dalla società civile e dai cittadini attivi, cui hanno aderito anche gruppi, associazioni e realtà più strutturate, ma è aperta a chiunque singolarmente voglia aderirvi.</em></p>
<p style="padding-left:30px;">&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/577/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=577&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Democrazia</title>
		<link>http://nzanella.wordpress.com/2011/01/26/democrazia/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 22:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[Goya]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlsuconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. (Fonte: Wikipedia) Che esempio di democrazia in Belgio dove la gente, spossata da 225 giorni di assenza di un governo, si è autoconvocata nelle strade e nelle piazze per protestare contro una politica fatta di apparenza ma che dimentica la sostanza. Una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=567&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <strong>democrazia</strong> deriva dal greco <em>δῆμος (démos)</em>: popolo e <em>κράτος (cràtos)</em>: potere, ed etimologicamente significa <em>governo del popolo</em>. (Fonte: <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
<p>Che esempio di democrazia in Belgio dove la gente, spossata da 225 giorni di assenza di un governo, si è autoconvocata nelle strade e nelle piazze per protestare contro una politica fatta di apparenza ma che dimentica la sostanza. Una straordinaria manifestazione, nata e promossa da persone comuni, stufe dell&#8217;inedia dei rappresentanti politici che loro stessi hanno eletto e che non sembrano più poter capire e rappresentare il Paese.</p>
<p>Quattro ragazzi poco più che ventenni che attraverso internet, Facebook e Twitter sono riusciti a raccogliere il malessere popolare (che apparentemente non esisteva) e a trasformarlo in una energia politica democratica e davvero <span style="text-decoration:underline;">positiva</span>.</p>
<p><strong>Un sussulto di dignità e di amore per la propria Patria</strong> che ha saputo superare la difficile situazione di un Paese effettivamente diviso in due aree che non si amano.</p>
<p>E in Italia?</p>
<p><span id="more-567"></span>Penso che molti &#8211; come me &#8211; siano rimasti sorpresi di come gli ultimi eventi e le ultime rivelazioni riguardo al Presidente del Consiglio non abbiano in realtà scosso il Paese.</p>
<p>Le intenzioni di voto e gli indici di popolarità non sono cambiati e le persone, per lo più, sono più divertite che scandalizzate dalla triste realtà che sembra emergere. Qualcuno &#8211; forse &#8211; è addirittura invidioso. La maggioranza, in fondo, pensa che quello che quello che uno fa nei suoi momenti privati non possa essere criticato.</p>
<p>Ne sono passati di anni dai fischi a Bettino Craxi e alla sua cricca, dall&#8217;indignazione popolare che ha permesso di sradicare un sistema &#8211; ricordiamolo &#8211; che ha rapinato e impoverito tutta l&#8217;Italia nell&#8217;illusione di una <em>Milano da bere.</em></p>
<p>Adesso, dopo 16 anni di regno del Pifferaio Magico, sembra che la maggioranza delle persone sia ormai anestetizzata dall&#8217;ossessiva ripetizione di ridicoli slogan e da una televisione ignobile fatta di culi, tette, pettorali e servi ossequiosi e che in fondo rappresenta in tutto e per tutto l&#8217;essenza dell&#8217;uomo Silvio Berlusconi che ormai sembra aver vinto la sua <a title="C’è una guerra culturale in corso" href="http://nzanella.wordpress.com/2009/09/16/ce-una-guerra-culturale-in-corso/" target="_blank">guerra culturale</a>.</p>
<p>Non posso che pensare ad una frase di Goya: &#8220;<strong>Il sonno della ragione genera mostri</strong>&#8220;.</p>
<p>Siamo senza alcun dubbio in un momento di sonno profondo: non ci accorgiamo del morbido e piacevole condizionamento che subiamo, non ci preoccupiamo se all&#8217;estero ridono di noi e di come il nostro Paese perda prestigio e valore internazionale, chiudiamo gli occhi per quieto vivere davanti alla devastazione legislativa che  si protrae ormai da anni ed ora ignoriamo l&#8217;evidente stato di disagio psichico in cui versa l&#8217;uomo che ci governa.</p>
<p><strong>Io dico che è ora di finirla e di dimostrare che esiste una <span style="text-decoration:underline;">Italia diversa</span>!</strong></p>
<p>E se fosse di organizzare un <em>flash-mob</em> come è accaduto in Belgio?&#8230;</p>
<p><strong>Link</strong></p>
<ul>
<li><a title="LaStampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=113&amp;ID_articolo=920&amp;ID_sezione=242&amp;sezione=" target="_blank">L&#8217;urlo belga contro la politica</a> (La Stampa del 24.01.2011)</li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/567/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/567/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=567&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Contestualizzare</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 23:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Fisichella]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; significativo come ad una trasmissione naz-pop come Grande Fratello il copione abbia previsto &#8211; anche per questa edizione &#8211; la pronuncia &#8216;accidentale&#8217; di una bestemmia ma che, diversamente dagli anni passati, gli autori abbiano deciso di perdonare il bestemmiatore (addirittura il figlio di una catechista!?!?) e di reinserire nel giuoco il concorrente &#8211; ingiustamente? &#8211; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=551&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>E&#8217; significativo come ad una trasmissione naz-pop come <em>Grande Fratello</em> il copione abbia previsto &#8211; anche per questa edizione &#8211; la pronuncia &#8216;accidentale&#8217; di una bestemmia ma che, diversamente dagli anni passati, gli autori abbiano deciso di perdonare il bestemmiatore (addirittura il figlio di una catechista!?!?) e di reinserire nel giuoco il concorrente &#8211; ingiustamente? &#8211; eliminato l&#8217;anno passato.</p>
<p>E&#8217; il popolo dei tele-votanti italiani ad averlo voluto.<span id="more-551"></span></p>
<p>Rappresentano la realtà? Sono un campione significativo? E&#8217; lo sdoganamento definitivo della bestemmia?</p>
<p>Io penso che il faro con cui bisogna illuminare questo segno dei tempi sia solo uno ed è una parola: <strong>CONTESTUALIZZARE</strong>.</p>
<p>Contestualizzare è la parola d&#8217;ordine &#8211; il mantra &#8211; che ha finalmente permesso di adeguare la sensibilità televisiva alla sensibilità del popolo italiano e, soprattutto, della nostra classe dirigente cui &#8211; purtroppo &#8211; qualche bestemmia scappa.</p>
<p>Un ringraziamento è quindi dovuto a mons. <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_03/calabro-fisichella-berlusconi-bestemmia_fe0383e2-cebf-11df-92c2-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Fisichella e al suo invito a contestualizzare [link]</a>, un piccolo passo verso l&#8217;<a title="Relativismo (cattolico)" href="http://nzanella.wordpress.com/2010/10/02/relativismo-cattolico/" target="_blank">autodistruzione del cattolicesimo [link]</a> ma un grande passo per il popolo televisivo italiano.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/551/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/551/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=551&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Parla da straniero&#8221;</title>
		<link>http://nzanella.wordpress.com/2010/10/24/parla-da-straniero/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 20:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[fiom]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Airaudo]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervistato da Fabio Fazio, Sergio Marchionne dice che la «Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia», aggiungendo che «nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia». I sindacati rispondono che Sergio Marchionne parla «come se la Fiat fosse una multinazionale straniera che deve decidere se investire in Italia» (Giorgio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=538&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervistato da Fabio Fazio, Sergio Marchionne dice che la «Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia», aggiungendo che «nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia».</p>
<p>I sindacati rispondono che Sergio Marchionne parla «come se la Fiat fosse una multinazionale straniera che deve decidere se investire in Italia» (Giorgio Airaudo, responsabile del settore auto della Fiom Nazionale).</p>
<p>Come già affermato nel mio precedente post  &#8221;<a title="nzanella" href="http://nzanella.wordpress.com/2010/07/22/il-mondo-cambia-e-litalia-non-se-ne-accorge/#more-394" target="_blank">Il mondo cambia e l&#8217;Italia non se ne accorge</a>&#8220; i sindacati continuano a dimostrare di non aver capito nulla e &#8211; in particolare &#8211; di non aver ancora appreso che lo scenario non è più locale, ma globale. E così si ostinano a dare risposte sbagliate a domande corrette.</p>
<p><img title="Continua..." src="https://nzanella.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><strong>E&#8217; del tutto ovvio che la Fiat è ormai una multinazionale che deve decidere se investire o meno in Italia</strong>. Solo i sindacati ed i nostri politici non lo capiscono: per loro non sono la produttività, la qualità, l&#8217;efficienza gli elementi che possono spingere chicchessia (Fiat compresa) ad investire in Italia,  bensì l&#8217;italianità, il &#8220;volemose bene&#8221; e l&#8217;immancabile &#8220;genialità di cui il nostro DNA sarebbe dotato&#8221;.</p>
<p>Così non si va da nessuna parte. Anzi, al contrario, si rischia di peggiorare una situazione già abbastanza critica.</p>
<p>Per favore, qualcuno dica ai nostri politici e ai nostri sindacati che già adesso la Fiat mantiene gli stabilimenti italiani per una questione di &#8220;affetto&#8221;, ma che forse ci sta dicendo che l&#8217;innamoramento sta per finire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/538/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=538&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Continua...</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Un altro uomo con il maglioncino</title>
		<link>http://nzanella.wordpress.com/2010/10/11/un-altro-uomo-con-il-maglioncino/</link>
		<comments>http://nzanella.wordpress.com/2010/10/11/un-altro-uomo-con-il-maglioncino/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 21:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli ed Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio de Bortoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 settembre il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, ha inviato una lettera ai propri giornalisti. La lettera è importante per due ragioni: la prima è di sostanza perché pone per la prima volta, molto direttamente e senza reticenze -come nessuno di così autorevole aveva mai fatto prima in Italia &#8211; la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=515&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 settembre il direttore del Corriere della Sera, <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferruccio_De_Bortoli" target="_blank">Ferruccio de Bortoli</a>, ha inviato una lettera ai propri giornalisti.</p>
<p>La lettera è importante per due ragioni: la prima è di <strong>sostanza</strong> perché pone per la prima volta, molto direttamente e senza reticenze -come nessuno di così autorevole aveva mai fatto prima in Italia &#8211; la domanda sul ruolo del giornalista nel mondo dei media di oggi. La seconda è di <strong>metodo</strong>, perché per la seconda volta in poco tempo, in Italia un dirigente importante, ha ipotizzato una disdetta unilaterale del contratto nazionale giudicandolo inadeguato ai tempi nuovi che il nostro Paese e il mondo intero attraversa.<span id="more-515"></span></p>
<p>Il secondo aspetto è  a mio avviso il più interessante perché ricalca il metodo (alieno in Italia) <a title="nzanella.wordpress.com" href="http://nzanella.wordpress.com/2010/07/22/il-mondo-cambia-e-litalia-non-se-ne-accorge/" target="_blank">introdotto da Sergio Marchionne</a> in occasione della trattativa su Termini Imerese e Pomigliano: <strong>cruda, salutare e motivata verità</strong>. Tre aggettivi che io leggo in modo positivo, che <span style="text-decoration:underline;">abilitano una dialettica costruttiva</span> e che forse, dico forse, sono il segnale che anche l&#8217;Italia sta diventando un Paese serio e più vicino ad una dimensione nord-europea, lontana  dal cerchio-bottismo che l&#8217;ha contraddistinta nell&#8217;era della DC post degasperiana. Un Paese nel quale le cose vengono chiamate con il loro nome, senza timore, e nel quale si ha il coraggio di chiedere trasparentemente a qualcuno anche dei passi indietro (forse sarebbe meglio dire: in una nuova direzione), per il bene comune.</p>
<p>Invito i miei lettori a leggere con attenzione la lettera di de Bortoli, che riporto in calce per comodità. Personalmente la ritengo del tutto condivisibile. Purtroppo la reazione dei giornalisti del Corriere della Sera non si è fatta attendere e, purtroppo, è stata di assoluta e deludente conformità rispetto ai vetusti modelli di antagonismo del sindacalismo classico: 3 giorni di sciopero, del tutto inutili a difesa di un corporativismo che porterà la casta (ebbene sì, anche i giornalisti sono una casta) verso l&#8217;autodistruzione.</p>
<p>Ferruccio de Bortoli: un altro &#8220;uomo con il maglioncino&#8221;? Forse sì, e speriamo sia il primo di una lunga serie.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>La lettera del direttore de Bortoli </strong>[<a title="corriere.it" href="http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-ccd0-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml" target="_blank">link</a>]</p>
<p style="padding-left:30px;">Cari colleghi<br />
Questa lettera vi complicherà la vita. Ma la discussione che ne scaturirà ci permetterà di investire meglio nel nostro futuro di giornalisti del Corriere della Sera. E costituirà uno spunto importante per una discussione di carattere generale che la nostra categoria non può rinviare all&#8217;infinito. Di che cosa si tratta? In sintesi vi potrei dire: investiamo di più nel giornale e nella qualità, ritorniamo a dare spazio ai giovani, ma ricontrattiamo quelle regole, in qualche caso autentici privilegi, che la multimedialità (e il buon senso) hanno reso obsolete. Con molta fatica, grazie soprattutto al vostro senso di responsabilità, stiamo completando una ristrutturazione dolorosa ma necessaria che non ha messo però in cassa integrazione diretta alcun collega, com&#8217;è avvenuto in tutte le altre testate.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Ora si apre una fase diversa, ugualmente impegnativa.</strong> Non mi nascondo le difficoltà. Il periodo che attraversiamo è difficile, in tutti i sensi. L&#8217;editore è chiamato a investire sul giornale, e sull&#8217;intero sistema di diffusione dei suoi contenuti, con una rinnovata attenzione alla qualità e alla promozione di talenti giovani e multimediali. Noi lo incalzeremo con il necessario puntiglio. Parte non secondaria dei risparmi, resi possibili dalla ristrutturazione, deve andare ad accrescere la capacità di penetrazione del giornale nelle diverse aree di diffusione, rafforzandone l&#8217;autorevolezza e l&#8217;indipendenza, anche con nuovi prodotti allegati. Nell&#8217;aggiornamento al piano editoriale sono contenute diverse proposte: dal rafforzamento del fascicolo nazionale a nuove cronache locali, dal nuovo inserto culturale della domenica alle iniziative sul web e sulla tv, all&#8217;assunzione di dieci giovani all&#8217;anno, attraverso la Rete e la selezione dagli stage universitari. Ne discuteremo a tempo debito. Questa condizione è, per chi vi scrive, irrinunciabile e pregiudiziale a ogni altro sviluppo editoriale, e al proseguimento di ogni forma personale di collaborazione.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Ma vi è una seconda condizione che, con sincerità forse un po&#8217; brutale</strong>, io pongo alla vostra attenzione. In questi mesi abbiamo compiuto significativi passi avanti nell&#8217;arricchire la nostra informazione, non solo sulla carta, ma anche e in particolar modo sul web. Sono state lanciate nuove iniziative. Edizioni del giornale sono disponibili, per la prima volta anche a pagamento, su Iphone e smartphone. A due mesi dal lancio degli abbonamenti al giornale su Ipad, abbiamo già toccato la soglia delle settemila adesioni, la metà delle quali per un periodo di sei mesi o un anno. Gli streaming di Corriere tv sono ormai largamente superiori a molti, e importanti, canali televisivi. L&#8217;industria alla quale apparteniamo e la nostra professione stanno cambiando con velocità impressionante. In profondità. Di fronte a rivolgimenti epocali di questa natura, l&#8217;insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non ha più senso. Questo ormai anacronistico impianto di regole, pensato nell&#8217;era del piombo e nella preistoria della prima repubblica, prima o poi cadrà. Con fragore e conseguenze imprevedibili sulle nostre ignare teste.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Non è più accettabile che parte della redazione non lavori per il web</strong> o che si pretenda per questo una speciale remunerazione. Non è più accettabile che perduri la norma che prevede il consenso dell&#8217;interessato a ogni spostamento, a parità di mansione. Prima vengono le esigenze del giornale poi le pur legittime aspirazioni dei giornalisti. Non è più accettabile che i colleghi delle testate locali non possano scrivere per l&#8217;edizione nazionale, mentre lo possono tranquillamente fare professionisti con contratti magari per giornali concorrenti. Non è più accettabile l&#8217;atteggiamento, di sufficienza e sospetto, con cui parte della redazione ha accolto l&#8217;affermazione e il successo della web tv. Non è più accettabile, e nemmeno possibile, che l&#8217;edizione Ipad non preveda il contributo di alcun giornalista professionista dell&#8217;edizione cartacea del Corriere della Sera. Non è più accettabile la riluttanza con la quale si accolgono programmi di formazione alle nuove tecnologie. Non è più accettabile, anzi è preoccupante, il muro che è stato eretto nei confronti del coinvolgimento di giovani colleghi. Non è più accettabile una visione così gretta e corporativa di una professione che ogni giorno fa le pulci, e giustamente, alle inefficienze e alle inadeguatezze di tutto il resto del mondo dell&#8217;impresa e del lavoro.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>L&#8217;elenco, cari colleghi, potrebbe continuare</strong>. E&#8217; un elenco amaro, ma sono costretto a farlo perché, continuando così, non c&#8217;è più futuro per la nostra professione. E, infatti, vi sfido a contare in quanti casi sulla Rete è applicato il contratto di giornalista professionista. Tutto ciò deve farci riflettere. Seriamente. Sediamoci attorno a un tavolo, chiedendo all&#8217;azienda di assumersi le proprie responsabilità, per stringere un nuovo patto interno all&#8217;altezza delle nostre sfide professionali ed editoriali. Ma una cosa deve essere chiara fin dall&#8217;inizio. Se non vi sarà accordo, i patti integrativi verranno denunciati, con il mio assenso. Sono convinto che avremo modo di riflettere su questa mia proposta, insieme ai colleghi dell&#8217;intera redazione, e di convenire su tutto ciò che è necessario fare per non ipotecare ancora di più il nostro già incerto futuro.</p>
<p style="padding-left:30px;">&nbsp;</p>
<p><strong>Link</strong></p>
<ul>
<li><a title="corriere.it" href="http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-ccd0-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml" target="_blank">La lettera di Ferruccio de Bortoli</a></li>
</ul>
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		<title>Relativismo (cattolico)</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 21:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[cattolicesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Fisichella]]></category>
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		<category><![CDATA[relativismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rosy Bindi]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlsuconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove andremo a finire? Il nostro Presidente del Consiglio (sic!) Silvio Berlusconi si permette di sbeffeggiare per l&#8217;ennesima volta Rosy Bindi (siamo ai limiti dello stalking) e nella barzelletta che racconta ci mette pure una bestemmia. Poi, per non farsi mancare nulla, ci dà dentro anche con gli ebrei. Sgradevole e cafone. La prima verso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=506&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove andremo a finire?</p>
<p>Il nostro Presidente del Consiglio (sic!) Silvio Berlusconi si permette di sbeffeggiare per l&#8217;ennesima volta Rosy Bindi (siamo ai limiti dello stalking) e nella barzelletta che racconta ci mette pure una bestemmia. Poi, per non farsi mancare nulla, ci dà dentro anche con gli ebrei.</p>
<p>Sgradevole e cafone.</p>
<p>La prima verso una donna che si permette di giudicare per l&#8217;aspetto insultandone l&#8217;intelligenza (Mediaset, a partire da &#8220;Drive In&#8221; per arrivare a &#8220;La pupa e il secchione&#8221; è proprio fatta a immagine e somiglianza di Silvio). Evidentemente argomenti meno superficiali e grossolani mancano al nostro Pifferaio Magico.</p>
<p>La seconda  pronunciando una bestemmia verso il Dio che molti italiani rispettano e amano e che lui stesso dice di onorare (a proposito, ma non era il suo partito a difendere i valori cattolici in Italia?).</p>
<p>Dopo due cadute del genere ci si aspetterebbe una gagliarda reazione  da parte delle donne e da parte della Chiesa Cattolica e dei suoi fedeli. E invece?</p>
<p><span id="more-506"></span></p>
<p>La verità è che molte persone un mezzo sorrisetto lo hanno fatto nell&#8217;ascolatre la barzelletta, e questo è davvero preoccupante. Perfino i quotidiani (on-line), ad esclusione de <a title="larepubblica" href="http://www.larepubblica.it" target="_blank">la Repubblica</a> e <a title="avvenire" href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a>, hanno pubblicato la notizia in modo defilato, quasi che ciò che il capo del Governo Italiano ha detto fosse qualcosa di poco più che normale.</p>
<p>E così le donne nel PDL si producono in una difesa del Capo che ricorda il rapporto fra le cheerleader e il quaterback della squadra scolastica nei B-movie statunitensi. Ne ha fatti di passi indietro la donna se è ancora affascinata dal bulletto della scuola. Sul genere maschile, invece, non mi pronuncio perché  di passi avanti non ne ha mai fatti e forse così si può spiegare l&#8217;enorme serbatoio di voti cui il Pifferaio continua ad attingere.</p>
<p>E la Chiesa Cattolica? <a title="avvenire" href="http://www.avvenire.it" target="_blank">Avvenire</a> e <a title="osservatoreromano" href="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/index.html" target="_blank">Osservatore Romano</a> non l&#8217;hanno presa bene e l&#8217;hanno scritto chiaramente. Ma altri esponenti (di peso) della Chiesa sono di altro avviso. Cito fra tutti Monsignor Fisichella neo presidente del Pontificio consiglio per la rievangelizzazione dell’Occidente che esorta alla cautela con una frase infelicissima «<strong>Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose</strong>».</p>
<p>Penso che si possa affermare, senza ombra di dubbio, che ci si trova davanti al primo caso conclamato di <strong>relativismo cattolico </strong>cui Rosy Bindi risponde nell&#8217;unico modo possibile, un modo che dimostra ancora una volta la sua intelligenza, la sua classe e la sua fede genuina:  «Fin da piccola mi hanno insegnato a non pronunciare il nome del Signore invano. È una profonda, intima convinzione della mia fede, un segno di rispetto verso me stessa e gli altri e una regola di buona educazione». Un&#8217;altra pasta rispetto al nostro Pifferaio.</p>
<p>Concludo con una meritata citazione del mio amico <a title="gtomezzoli" href="http://giacomot.wordpress.com" target="_blank">Giacomo</a> che commenta così un mio post su Facebook:</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>N.</strong> Berlusconi bestemmia e MONSIGNOR Fisichella dice che &#8220;bisogna contestualizzare&#8221;. Non c&#8217;è più religione..</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong><em>Giacomo</em></strong><em> il valore delle bestemmie diminuisce con la distanza da un luogo consacrato; se il campo da calcio dista 1 km dalla prima chiesa disponibile allora le bestemmie vengono commutate allo stesso rango di una imprecazione comune; sotto il km son cazzi, sopra possono sostituire l&#8217;intercalare.</em></p>
<p>Adeguiamoci, anche la Chiesa Cattolica &#8211; ormai &#8211; non è più fondata sulla roccia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/506/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=506&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una lezione di capitalismo dalla&#8230; Cina</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 22:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli ed Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Geldof]]></category>
		<category><![CDATA[Bono]]></category>
		<category><![CDATA[Catherine Ashton]]></category>
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		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[U2]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cina è uno degli ultimi Paesi a proclamarsi comunista ma a quanto pare è proprio la Cina a dare all&#8217;occidente una interessante lezione di capitalismo. L&#8217;intervento di Romano Prodi pubblicato su il Messaggero dell&#8217;altro ieri evidenzia come la Cina da più di 10 anni abbia intrapreso una relazione fruttuosa con gli stati africani, una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=495&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina è uno degli ultimi Paesi a proclamarsi comunista ma a quanto pare è proprio la Cina a dare all&#8217;occidente una interessante lezione di capitalismo.</p>
<p>L&#8217;intervento di Romano Prodi pubblicato su <a title="ilmessaggero" href="http://www.ilmessaggero.it" target="_blank"><em>il Messaggero</em></a> dell&#8217;altro ieri evidenzia come la Cina da più di 10 anni abbia intrapreso una relazione fruttuosa con gli stati africani, una relazione che le business school definiscono win/win, cioè vincente per entrambe le parti: sviluppo in cambio di risorse prime. Ad esempio anche senza l&#8217;intervento chiassoso e spettacolare (ma forse poco produttivo) di Bono degli U2 e di Bob Geldof, la Cina ha azzerato &#8211; di propria iniziativa &#8211; il debito di numerosi Paesi africani intraprendendo con loro relazioni commerciali. In Occidente: solo promesse.</p>
<p>Mentre l&#8217;Occidente è ipnotizzato dal petrolio dei capricciosi stati arabi, la Cina &#8211; paese comunista &#8211; lascia da parte le ideologie e dà un esempio di pragmatismo e capacità di visione a lungo termine al mondo intero. Da parte sua l&#8217;Italia si lamenta perché la famigerata <a title="wordpress" href="http://nzanella.wordpress.com/2009/11/25/povera-europa/" target="_blank">Lady Ashton</a> ha assegnato all&#8217;ambasciatore italiano la sede diplomatica europea dell&#8217;Uganda e fa il baciamani a Gheddafi per questioni di immigrazione.</p>
<p>Non abbiamo capito nulla, come al solito.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>Se la Cina dà la sveglia al mondo sull&#8217;Africa</strong><br />
di Romano Prodi  (il Messaggero &#8211; 27 settembre 2010) [<a title="ilmessaggero" href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100927&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_36.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">link</a>]</p>
<p style="padding-left:30px;">Si fa gran festa a Pechino ogni volta che arriva un politico africano. Può essere il capo di Stato di un grande o piccolo paese o anche un semplice ministro, ma l’accoglienza è sempre solenne e in ogni caso tale da rendere felice l’interlocutore. Se poi si dedica uno sguardo approfondito all’immensa Expo di Shanghai, si viene a sapere che il costo dei padiglioni della maggior parte degli espositori africani (fatta eccezione per alcuni paesi maggiori) è stata interamente sostenuta dal governo cinese. Se infine a Pechino si partecipa a una tavola rotonda sui problemi africani l’attenzione dei media è ampia, profonda e puntuale, e i partecipanti cinesi pongono ai responsabili africani tutte le domande possibili riguardo alla modalità degli investimenti, alla possibilità di acquisto dei terreni agricoli e su ogni dettaglio utile per aprire una rete di affari.</p>
<p style="padding-left:30px;">Non si tratta di episodi isolati ma di tessere di un mosaico di una poderosa politica lanciata nel 2000 con il progetto <a title="focac" href="http://www.focac.org/eng/" target="_blank">Focac</a> (Forum for China-Africa Cooperation) che ha avuto il suo culmine con il grandioso vertice cino-africano del novembre 2006 e con il trionfale viaggio del presidente cinese Hu Juntao in alcuni tra i più importanti Paesi africani nel febbraio del 2007.<span id="more-495"></span></p>
<p style="padding-left:30px;">Una politica che ha come obiettivo strategico non solo quello di garantire al miliardo e trecento milioni di cinesi il rifornimento di cibo, di energia e di materie prime, ma anche quello di preparare un terreno favorevole alla Cina in un continente che è sempre rimasto fuori dai grandi giochi della politica mondiale ma che ne è ora al centro per la sua importanza geografica e per la grande disponibilità di risorse naturali. Gli strumenti di questa politica sono strumenti pubblici e privati, come <strong>la remissione dei debiti ai paesi più poveri</strong>, linee di credito a lungo termine, colossali investimenti in infrastrutture, assistenza tecnica, sanitaria e scolastica, investimenti nel settore petrolifero, minerario agricolo, bancario e industriale. Il tutto con una visione globale che comprende il continente intero, anche se si esprime attraverso rapporti bilaterali con i singoli Paesi.</p>
<p style="padding-left:30px;">La strategia continentale è stata già completata e la Cina ha ormai stretti rapporti diplomatici con 50 su 54 Paesi africani e conduce rapporti economici anche con i rimanenti quattro. Si tratta di un evento totalmente nuovo perché i Paesi europei concentrano la loro presenza quasi esclusivamente sulle loro antiche colonie, mentre gli Stati Uniti hanno costantemente diviso l’Africa fra Paesi amici e Paesi nemici.</p>
<p style="padding-left:30px;">L’altra grande novità, mai avvenuta in modo così massiccio nella storia, è che la Cina esporta insieme merci, capitali, tecnologie e mano d’opera per cui, nei paesi africani, avremo sempre più imprese e sempre più operatori cinesi in tutti i settori dell’economia. Sono naturalmente sensibile alla diffusa obiezione che tutto questo è facilitato dal fatto che i cinesi, nella loro strategia africana, non si pongono il problema dei diritti civili e politici vigenti nei paesi in cui operano. Tuttavia, mentre rifletto su questo, mi chiedo quale sia stato in passato e quale sia tuttora il concreto comportamento europeo e americano. Non mi sembra proprio che nessuno, a partire dalle vecchie potenze coloniali, sia legittimato a dare lezioni di morale in questa materia. Tanto più che, se esaminiamo il commercio estero africano, non troviamo sostanziali differenze nella tipologia e nella qualità delle esportazioni verso la Cina rispetto a quelle che si dirigono verso l’Europa o verso gli Stati Uniti. Di sicuro, tuttavia, lo sviluppo africano ha ricevuto negli ultimi anni grande giovamento dall’enorme aumento delle esportazioni verso la Cina. Ed è anzi incontrovertibile che solo l’irruzione cinese ha messo in primo piano l’attenzione degli americani e degli europei nei confronti del continente prima dimenticato.</p>
<p style="padding-left:30px;">Invece di continuare con inutili recriminazioni mi sembra perciò venuta l’ora di smettere di considerare l’Africa come un terreno di scontro fra le vecchie o le nuove grandi potenze. È venuto cioè il momento in cui esse debbano decidere di collaborare al decollo africano con un grande progetto fondato sulla collaborazione fra Unione Europea, Cina e Stati Uniti. Un progetto di lungo periodo e di grandi dimensioni sostenuto e garantito dalle Nazioni Unite e dalla Banca Mondiale.</p>
<p style="padding-left:30px;">L’Africa, con le sue potenzialità, il suo territorio e le sue risorse, è essenziale per lo sviluppo futuro di tutti noi. L’azione cinese in Africa ha sconvolto tutte le strategie precedenti. Cerchiamo di costruirne una nuova che aiuti la cooperazione fra i Paesi africani a che, nello stesso tempo, costituisca l’inizio delle forme di collaborazione fra le grandi potenze mondiali che sono necessarie per impedire nuovi conflitti.</p>
<p style="padding-left:30px;">
<p><strong>Link</strong></p>
<ul>
<li><a title="focac" href="http://www.focac.org/eng/" target="_blank">Focac</a> &#8211; Forum on China-Africa Cooperation</li>
</ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/nzanella.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/nzanella.wordpress.com/495/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=495&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ragione e Fede (cattolica)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 22:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>N.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico un articolo del Corriere della Sera che propone una visione estremamente interessante sul rapporto che intercorre fra relativismo e fede. Si tratta di una intervista al filosofo Giovanni Reale successiva alla pubblicazione di un colloquio con Martin Amis in occasione della visita di Benedetto XIV in Gran Bretagna.  Devo dire che leggendo le affermazioni di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=nzanella.wordpress.com&amp;blog=6944981&amp;post=485&amp;subd=nzanella&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico un articolo del Corriere della Sera che propone una visione estremamente interessante sul rapporto che intercorre fra relativismo e fede. Si tratta di una <a title="corriere" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/20/Ecco_perche_combatte_relativismo__co_9_100920022.shtml" target="_blank">intervista</a> al filosofo <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Reale" target="_blank">Giovanni Reale</a> successiva alla pubblicazione di un <a title="corriere2" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/19/per_noi_figli_dei_Lumi_co_8_100919013.shtml" target="_blank">colloquio</a> con <a title="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Martin_Amis#Agnosticism" target="_blank">Martin Amis</a> in occasione della visita di Benedetto XIV in Gran Bretagna.  Devo dire che leggendo le affermazioni di Martin Amis non sembra passato molto tempo dallo scisma di Enrico VIII: permane un forte &#8211; e forse un po&#8217; ridicolo &#8211; sentimento antipapale ma anche una irrisolvibile opposizione fra religione come fatto privato e cattolicesimo.</p>
<p style="padding-left:30px;"><strong>«Ecco perché combatte il relativismo»<br />
</strong>di Armando Torno (Corriere della Sera 20 settembre 2010) [<a title="corriere" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/20/Ecco_perche_combatte_relativismo__co_9_100920022.shtml" target="_blank">link</a>]</p>
<p style="padding-left:30px;">Se Giovanni Paolo II è stato il papa che ha saputo combattere il comunismo, Benedetto XVI passerà alla storia probabilmente come il pontefice che ha mosso guerra al relativismo. Ovvero a quella prospettiva che &#8211; secondo una lettura cattolica &#8211; è figlia dell&#8217; illuminismo, nella quale la ragione viene separata dalla fede e i valori che ne derivano sono, appunto, quelli chiamati laici. Per questo la sua visita in Inghilterra, patria di filosofi come John Locke e David Hume, se da un lato ha posto al centro dell&#8217; attenzione una figura come il beato John Henry Newman (il più fascinoso e profondo tra gli avversari del relativismo), dall&#8217; altro ha dato via a nuove incomprensioni tra il papa teologo e quegli intellettuali &#8211; come ha <a title="corriere2" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/19/per_noi_figli_dei_Lumi_co_8_100919013.shtml" target="_blank">dichiarato ieri su queste colonne Martin Amis</a> &#8211; per i quali la religione resta un fatto privato. Di questo abbiamo parlato con Giovanni Reale, che ben ha conosciuto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.<span id="more-485"></span></p>
<p style="padding-left:30px;">Professor Reale, perché la religione non potrebbe essere considerata semplicemente un fatto privato? «È tale soltanto per chi non crede. Per chi ha fede, Dio è verità. E il compito del successore di Cristo non potrebbe essere diverso da quello di Benedetto XVI». E perché il relativismo è così avversato dall&#8217; attuale papa? «Perché è giunto il momento di dire al mondo che alla base del relativismo c&#8217; è il nichilismo mascherato. Una pagina di Camus ricorda che tutti i valori sono come una piramide agganciata nel vertice a Dio. L&#8217;illuminismo ha cercato di sganciare questa costruzione avvenuta nei secoli. E cosa è successo? La piramide si è frantumata. Ancora Camus ricorda inoltre che la vita di Napoleone o di uno scaricatore sono eguali. Perché? Lo spiega sottolineando come, senza quei valori che ora hanno perso consistenza, ognuna di esse equivalga a zero. E zero è uguale a zero».</p>
<p style="padding-left:30px;">Qualcuno ha creduto che il papa volesse andare in Inghilterra a tenere una lezione e ha reagito&#8230; «Si, ho letto e sentito. <strong>Non si è ancora ben spiegato che la nuova forma di razionalismo, che presiede l&#8217;illuminismo a oltranza, è un integralismo. E questi laici negano qualunque cosa esca fuori dalla ragione come la intendono loro</strong>. Il cardinale Newman, ora beatificato, ha compreso perfettamente come la ragione non possa delimitarsi alle scienze sperimentali e matematiche, sostenendo la grande tesi della ragionevolezza della fede».</p>
<p style="padding-left:30px;">Lei pensa che in futuro la ragione degli eredi dell&#8217; Illuminismo e quella degli uomini di fede potranno dialogare? «La speranza, come recita un proverbio, è l&#8217; ultima a morire. Ma per instaurare qualunque tipo di dialogo con gli eredi dell&#8217; illuminismo a oltranza occorrerebbe in primo luogo far capire loro che la ragione ha due forme molto differenti. La prima è quella che potremmo chiamare scientifica, la seconda filosofica o metafisica. La prima è delimitata dall&#8217; ambito dell&#8217; oggetto che indaga e dalle leggi determinate che lo riguardano. Questo tipo di ragione non desidera colloquiare. La seconda, quella filosofica, invece, non è chiusa a determinati ambiti del reale ma affronta problemi &#8211; dicevano i greci &#8211; dell&#8217; intero, della totalità del reale. <strong>Quest&#8217; ultima colloquia con la fede, perché tocca gli stessi problemi</strong>».</p>
<p style="padding-left:30px;">Restano, secondo lei, delle mosse che la fede può tentare per avvicinarsi alla ragione? E il papa con esse potrebbe&#8230; «La prima risposta a questa e a simili domande la diede Agostino con le seguenti parole, che ebbero molta fortuna nella storia della filosofia: &#8220;credo per capire e capisco per credere&#8221;. È la formulazione del &#8220;circolo ermeneutico&#8221; in cui fede e ragione hanno un rapporto dinamico strutturale incontrovertibile. Certo, oggi si potrebbe dire che la ragione sia più sorda della fede per dar vita a un dialogo». Ma per chi non ha fede, e oggi sono in molti, a cosa serve la formula di Agostino? «Mi ha molto colpito l&#8217; epistemologia di Kuhn, il quale ricorda che gli scienziati passano da un paradigma vecchio a uno nuovo in forza di una fede; anzi, si tratta addirittura di una sorta di &#8220;conversione&#8221;. Lo sappiano o no gli eredi dell&#8217; illuminismo a oltranza, la fede ha sempre una forza determinante di straordinaria portata»</p>
<p style="padding-left:30px;">Ci sono dei «valori che non è possibile discutere» sui quali potrà avvenire quel dialogo che molti attendono? «Per ora la cosa mi sembra problematica e difficile. Quella piramide, come ricordavo, se si sgancia da Dio produce frammentazione e distruzione dei valori, ossia il nichilismo. Per il quale non esiste la verità e nemmeno un fine: dunque nessuna cosa ha validità. Ma il papa crede nella verità e nei valori. Non potrebbe agire diversamente».</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Giovanni Reale, 79 anni, è un filosofo cristiano (si definisce «cattolico in senso agostiniano, ma molto liberale»). Docente Dopo aver insegnato per anni «Storia della Filosofia Antica» all&#8217; università Cattolica di Milano, dal 2005 è docente di Filosofia all&#8217; università Vita Salute del San Raffaele</em>.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Albert Camus (1913-1960), scrittore francese, figura di spicco dell&#8217; esistenzialismo ateo</em><strong></strong></p>
<p><strong>Link</strong></p>
<ul>
<li><a title="corriere" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/20/Ecco_perche_combatte_relativismo__co_9_100920022.shtml" target="_blank">«Ecco perché combatte il relativismo» &#8211; Il filosofo Giovanni Reale: «I valori sono una piramide agganciata a Dio» - Corriere della Sera del 20 settembre 2010</a></li>
<li><a title="corriere2" href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/settembre/19/per_noi_figli_dei_Lumi_co_8_100919013.shtml" target="_blank">Colloquio con lo scrittore Martin Amis &#8211; «Ma per noi figli dei Lumi la religione resta un fatto privato» &#8211; Corriere della Sera del 19 settembre 2010</a></li>
</ul>
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